Attività di assistenza tecnica agli enti operanti nell'area dell'acqua e dell'ambiente
 
In perseguimento del suo specifico obiettivo di sostenere il miglioramento della gestione delle acque e dell'ambiente nel Mezzogiorno d'Italia in particolare aiutando gli enti a ciò predisposti, il CSEI svolge su sua iniziativa o su richieste specifiche attività di assistenza tecnica sia, in primo luogo ai suoi soci sia agli altri organismi pubblici o privati che le richiedono o accolgono.
Sin dai primi anni il CSEI ha attivamente collaborato con l'Assessorato Ambiente della Regione Siciliana ad avviare la politica regionale sulla tutela dei corpi idrici in particolare a redigere la prima legge regionale sulla regolamentazione degli scarichi e le relative circolari esplicative ed a varare il Piano regionale di risanamento delle acque.
L'attività di assistenza tecnica già svolta ha riguardato principalmente i seguenti settori:
- avviamento del servizio idrico integrato
- riuso delle acque reflue
- valutazione della gestione e del riuso reso all'utenza
- formazione specifica di personale aziendale su richiesta
 
Avviamento del servizio idrico integrato
 
Il concreto avvio della legge Galli ha subito notevoli ritardi e moltissime Regioni, compresa la Regione Siciliana, non avevano ancora provveduto agli adempimenti di loro competenza, gli enti locali più sensibili avvertivano la necessità di cominciare a definire più in dettaglio i compiti loro affidati, in particolare per quanto riguarda le forme di cooperazione tra gli enti locali e per quanto riguarda l'eventuale struttura tecnica di supporto (indicata come "direzione d'ambito") e di avviare le procedure per la organizzazione del Servizio Idrico Integrato. Tale esigenza era particolarmente avvertita in relazione ai tempi molto brevi (sei mesi) previsti dalla legge tra la fase di delimitazione degli ambiti ottimali e l'organizzazione del servizio.
In relazione a ciò già dal 1996 si è effettuata un'analisi dei contenuti generali della legge 36/94 e delle esigenze di ricognizione da essa emergenti. L'analisi è stata estesa anche ai contenuti del decreto di attuazione, D.P.C.M. 4 marzo 1996, al fine di individuare eventuali esplicite direttive o, in mancanza di queste, indicazioni sulle modalità per effettuare l'attività di ricognizione. Al fine di evitare la duplicazione di attività di raccolta ed archiviazione e favorire l'omogeneizzazione della terminologia nella raccolta delle informazioni utili per tale ricognizione e per le attività più generali di pianificazione e gestione dei sistemi idrici, è stata anche effettuata un'indagine sulla normativa nazionale, regionale e comunitaria. Tale indagine ha consentito di rilevare criteri, principi e prescrizioni sulle informazioni che caratterizzano gli elementi del sistema idrico, precisando le caratteristiche tecniche, territoriali, economiche e organizzativa-istituzionali di ciascun elemento e le interazioni fisiche e gestionali con gli altri elementi del sistema.
Successivamente si sono definite le categorie di informazioni necessarie per ottenere un quadro conoscitivo della situazione attuale e per individuare gli interventi necessari per il miglioramento dell'approvvigionamento idrico e della raccolta e smaltimento delle acque reflue, nonché per una valutazione dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economia del servizio idrico. Alla luce dell'attuale stato di sviluppo informativo e del sempre crescente interesse verso la realizzazione di sistemi informativi, la metodologia di raccolta e archiviazione delle informazioni è stata orientata all'utilizzo di un sistema informativo.
Si è anche effettuata un'analisi degli allegati 7 e 8 al D.P.C.M. 4 marzo 1996 al fine di fornire possibili indicazioni sul metodo per la valutazione dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economia del sistema.
Più recentemente anche in applicazione della ricerca sul "miglioramento della gestione dei servizi idrici attraverso internet" è stato realizzato un prototipo di sito web per un Ente gestore del S.I.I. che è stato implementato per l'ASEN di Enna realizzando così il nuovo sito di detto ente (http://www.asen.it) .
Infine nel 2003 è stato studiato un S.I.T. specificatamente organizzato a servizio delle Autorità d'Ambito per consentire alle stesse di avere una aggiornata conoscenza dello stato dei servizi nell'ambito e di seguire l'evoluzione del raggiungimento, da parte del gestore degli obiettivi previsti dal contratto, valutato attraverso idonei parametri di idoneità, di qualità e di economicità del servizio.
Il prototipo predisposto è stato implementato con i dati relativi all'ATO di Ragusa; i dati in larga parte compresi nel Piano d'Ambito integrati con altre informazioni disponibili o ricavate appositamente. Il S.I.T. così ricavato è stato messo a disposizione della Autorità d'ambito dell'ATO suddetto e sarà reso disponibile anche alle altre Autorità che lo richiederanno.
 
 
Riuso delle acque reflue
 
In molte aree della Sicilia la scarsità di risorse idriche da destinare all'irrigazione penalizza fortemente l'agricoltura. Le acque reflue depurate possono contribuire ad aumentare la disponibilità idrica ad uso irriguo liberando risorse qualitativamente pregiate da destinare all'uso civile. In molti Paesi del Mediterraneo esistono rilevanti esperienze di impiego delle acque reflue per differenti usi: agricoli, urbani non potabili, industriali, ricreativi (irrigazione di aree a verde, campi da golf, ecc.).
Appare quindi di rilevante interesse sostenere gli enti interessati (provincia, comuni, consorzi di bonifica, ecc.) nella valutazione e programmazione della realizzazione di sistemi di riuso delle acque reflue alla luce della normativa nazionale sul riuso delle acque reflue di prossima emanazione e alla realizzazione del Servizio Idrico Integrato.
L'utilizzazione delle acque reflue urbane potrebbe contribuire a risolvere anche alcuni problemi relativi all'applicazione in Sicilia della circolare 19906/2002 che, in recepimento del D.Lgs. 152/99, ha tra l'altro stabilito vincoli assai restrittivi relativamente alla qualità delle acque che possono essere scaricate nei corpi idrici.
In questa ottica su richiesta e con la collaborazione delle Provincie Regionali di Enna e Ragusa il CSEI ha condotto, per i territori delle due Provincie suddette uno studio per valutare le possibilità e le modalità di sviluppo del riuso agricolo delle acque reflue depurate.
In particolare sono stati individuati idonei "sistemi di riuso" comprendenti ciascuno uno o più impianti di depurazione delle acque reflue urbane, le condotte di adduzione degli effluenti alle aree irrigue e le relative reti di distribuzioni su aree e colture ritenute idonee.
Per ciascun caso si sono studiate le più idonee tipologie di impianto di trattamento, o di adeguamento dell'impianto esistente, per il "recupero" delle acque reflue e si sono individuate e delimitate le aree da irrigare con tali acque. Si sono anche valutati i costi di impianto e di esercizio anche per accertare la convenienza anche economica della realizzazione del sistema di riuso.
I risultati di tale indagine, in forma di piano territoriale di riuso e di schede tecnico-economiche di ciascun sistema, sono state forniti ed illustrati agli Enti locali ed agli operatori agricoli delle due Provincie.
  
Valutazione della gestione e del servizio
 
Il CSEI Catania si è impegnato, con Convenzione datata 01/10/2001, a supportare l'attività dell'A.CO.S.ET. (Azienda Consorziale Servizi Etnei) di Catania, con adeguato impegno di docenti e tecnici di idonea competenza, oltre che con le proprie strutture, nel settore della programmazione, sviluppo, analisi e valutazione dei progetti di investimento, nel settore della formazione del proprio personale tecnico nonché della comunicazione con gli utenti, le Autorità e la pubblica opinione.
In particolare con lo studio "Valutazione della "qualità" del servizio idrico dell'A.CO.S.ET. con individuazione delle criticità" si vuole definire un insieme di indicatori di prestazione che possa servire sia per la valutazione della qualità complessiva del servizio erogato dall'ACOSET che per il suo miglioramento in termini di efficienza, efficacia ed economicità. In particolare gli obiettivi specifici della ricerca sono:
a) messa a punto di un sistema di indicatori di qualità (efficienza, efficacia ed economicità) ed individuazione dei dati necessari e delle modalità di recepimento a cura del CSEI Catania a mezzo di gruppo di lavoro di esperti;
b) recepimento dati in Azienda ed in campo (collaborazione tra singoli esperti del CSEI Catania e responsabili aziendali dei singoli settori;
c) elaborazione dati ed indicatori a cura del CSEI Catania, (in parte coincidente con il punto"b");
d) valutazione complessiva e stesura relazione (in collaborazione tra A.CO.S.ET. e CSEI Catania).
Tenendo conto di tale approccio nel primo periodo di attività della presente ricerca si è predisposto un documento che vuole dare una descrizione sintetica delle problematiche relative agli indicatori di prestazione ed al loro utilizzo in ambiento aziendale.
Si sono quindi classificati gli indicatori ritenuti più significativi, individuando quelli che dovrebbero essere valutati all'interno dell'ACOSET per poter verificare le prestazioni in riferimento all'efficienza produttiva ed alla qualità del servizio fornito agli utenti.
In particolare nel documento è presentata una lista degli indicatori considerati più rilevanti per un'azienda idrica da essere usati per la valutazione delle prestazioni a livello di top management.
Lo studio è realizzato con la diretta partecipazione del personale dell'ACOSET che è così in grado di conoscere ed acquisire i rapporti tra il suo operato ed il raggiungimento degli obiettivi.
 
 
PROGRAMMA DELLE ATTIVITA' DI ASSISTENZA TECNICA
 
Nei prossimi anni si prevede di continuare, su richiesta degli enti interessati, l'attività finalizzata prevalentemente ad:
- assistere gli enti interessati nella realizzazione, avvio e monitoraggio dei sistemi di riuso agricolo delle acque reflue urbane;
- assistere le Autorità d'Ambito nella costituzione degli organismi di gestione e nell'avvio del servizio idrico integrato;
- assistere gli enti regionali e locali che si occupano di programmazione e gestione delle risorse idriche (Assessorati Regionali, Consorzi di bonifica, ecc.) nella messa a punto di criteri e nella elaborazione di piani di emergenza idrica.
 
L'attività sul riuso agricolo delle acque reflue urbane, da effettuare su richiesta delle Amministrazioni provinciali e/o comunali, potrà riguardare:
- la pianificazione dell'uso delle acque reflue urbane attraverso la raccolta e l'analisi dei dati relativi a: produzione di acque reflue, qualità delle acque reflue, presenza di aree agricole a quote idonee, caratteristiche degli impianti di trattamento delle acque, ecc.;
- valutazione della idoneità di sistemi di riuso proposti;
- monitoraggio dell'esercizio di sistemi di riuso agricolo di acque reflue attraverso la effettuazione di controlli su: qualità delle acque reflue utilizzate, caratteristiche dei terreni interessati dal riuso, caratteristiche delle acque sotterranee, qualità di prodotti agricoli, effetti della irrigazione con acque reflue sulle colture, sul suolo, sulle acque e sull'ambiente.
 
L'attività sul Servizio Idrico Integrato, da effettuarsi su richiesta delle Autorità d'Ambito e/o di enti locali, riguarderà:
- l'assistenza nella fase di adeguamento dei Piani d'Ambito;
- lo studio delle modalità di costituzione degli organismi di gestione del servizio idrico integrato, comprendente gli aspetti legati al trasferimento di reti, impianti, personale al nuovo soggetto gestore;
- lo studio dei criteri e delle conseguenze dei nuovi criteri di tariffazione all'interno dell'Ambito;
- l'avviamento del Servizio Idrico Integrato all'interno dell'Ambito Territoriale ottimale.
 
In relazione ai compiti affidati dall'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7.2.2002 al Dipartimento della Protezione Civile per fronteggiare la situazione di crisi idrica, verrà svolta un'attività a supporto degli enti periferici preposti alla prevenzione dei rischi di deficienza idrica, all'interno delle seguenti azioni:
- sviluppo di linee guida per l'identificazione delle aree a rischio di crisi idrica (con particolare attenzione alle situazioni di deficit idrici nel campo dell'approvvigionamento civile e irriguo);
- sviluppo di linee guida per la redazione dei piani di emergenza;
- messa a punto di criteri e strumenti informatici per la raccolta delle informazioni sugli interventi realizzati e in corso di realizzazione, sullo stato attuale della gestione delle crisi idriche e sui relativi piani;
- messa punto di criteri e metodologie per valutare l'adeguatezza degli strumenti di intervento contro l'emergenza ai vari livelli territoriali e formulare proposte per il potenziamento degli stessi.
 
Nell'ambito dell'attività di assistenza tecnica il CSEI Catania effettuerà la organizzazione, in uno o più quaderni che verranno pubblicati dal Centro, del materiale più interessante prodotto nell'ambito delle attività di ricerca. Tali pubblicazioni verranno distribuite agli enti e ai partecipanti coinvolti nelle attività.